Mostre - Rocco Forgione (27/02/2010 - 21/03/2010)
ROCCO FORGIONE:
È… LA RIVISITAZIONE DELL’AVANGUARDIA
Palazzo Salmatoris, Cherasco (CN)
Dal 27 febbraio al 21 marzo 2010
Una pittura che diventa fiaba: così può essere letto il lavoro di Rocco Forgione. La sua opera è una linea che nel paesaggio e nella natura cerca e trova l’innesco di una elaborazione espressiva sempre unica, appesa ogni volta, pur nelle differenze di ognuno, all’equilibrio straordinario tra l’immagine figurativa e l’immagine astratta, tra il racconto della visione e la ricerca dei sentimenti puri, all’interno di una laboriosità di ispirazioni, di motivazioni, di contributi stilistici che resta stupefacente.
Questa linea, questa sorta di imprinting realistico e insieme espressionistico, studiato e meditato, poetico e giocoso, è stata la sua genesi, la partenza verso un’avventura d’arte che si è mossa su più territori, indagando e fronteggiando stagione per stagione, talvolta contemporaneamente, direzioni formali differenti, linguaggi “primitivi” o diversamente sofisticati con caratteristiche simili all’Espressionismo, alla Metafisica e al Surrealismo.
Tale molteplicità e compresenza di temi e impulsi differenti è evidente nella mostra “Rocco Forgione è la rivisitazione dell’Avanguardia” di Palazzo Salmatoris di Cherasco in cui emerge tutta l’opera del Maestro.
Nato a Candela, vicino a Foggia, fin da bambino coltiva la passione per il disegno. Con il suo talento innato crea immagini dei genitori, degli amici, elabora schizzi di paesaggi e di luoghi famigliari. Forgione, fin dai primi anni di scuola, capisce che la pratica del segno e il sentimento del colore devono acquistare consapevolezza attraverso la conoscenza lessicale del disegno.
La mente che guida la mano deve essere messa nelle condizioni di costruire un volume e una prospettiva, di misurare lo spazio e di contenerlo nelle dimensioni della tela. Il disegno ha dunque fatto parte della sua formazione. Ed è proprio dai disegni esposti nella rassegna che emerge quanto la realizzazione di tali opere rivesta un ruolo fondamentale per Forgione: esso è il frutto di una costruzione mentale elaborata con la memoria e con i sensi a sostenere un dialogo interiore con il proprio immaginario più segreto, con le proprie più intime sofisticazioni.
Ma veniamo alle sue tele. Per le scelte risolutive e, talvolta, anche tematiche l’opera di Forgione è stata avvicinata dalla critica a quella di Bosch, altre volte a Goya e ai surrealisti.
Forgione non ama però i temi di denuncia sociale, non ama i soggetti tragici pur amando la forza che li esprime in Goya, in Ensor, in Grosz, in Scipione, in Bruegel: la pittura è una lunga e affascinante favola nel reale, non nel sogno. Osservandolo attentamente si può giungere a definirlo ludico, giocoso con opere segnate da una “sorta di semplicità”. Una semplicità magica e incantata creata dalle sue immagini misteriose, suggestive che vogliono allontanarci (almeno per pochi istanti) dalle delusioni della società odierna e dalle contraddizioni del presente. Tutto avviene nell’allarmato ribollire emozionale – razionale della memoria e dell’impulso creativo a rappresentare, nella ricostruzione fantastica di una mente impressionata dagli echi delle cose, i volti, i luoghi incisi nell’animo, nell’attimo di grazia tra forma e sentimento quando e dove, sulla tela come scriveva Graham Sutherland: “il misterioso e l’intangibile vengono resi semplicemente evidenti e tangibili”.
Questo candore, questa verità di fondo del suo operare costituisce ciò che l’ha salvato dai pericoli del mestiere, cioè dalla banalizzazione di schemi e formule predefinite, aiutandolo a coltivare un suo preciso trasporto per l’interpretazione della realtà attraverso l’immaginazione e la poesia.
La sua però non è solo un’arte poetica, ma anche sapienza artigianale, virtuosismo che guida la gestualità. Concetto questo ben evidente nell’attenzione che Forgione rivolge ai particolari che rappresenta: ad esempio i gioielli dei suoi protagonisti. Una straordinaria capacità tecnica emerge dalla bellezza con cui sono raffigurate le pietre preziose colme di una magia sfavillante dei colori che danno sensazioni timbriche e che giocano con le luminescenze e le opacità liquide e misteriose.
Le sue tele, alcune di grandi dimensioni, sono capaci di mutare un oggetto per esempio una bottiglia di vino, una chiocciola, un paesaggio, una figura in una fiaba, o meglio in spettacolo per gli occhi e le emozioni del cuore. Per tale ragione e per l’intensità con cui sono state realizzate le opere di Forgione sembrano obbligare lo spettatore ad osservarle e, quindi, ad assaporare tutta la serenità di cui sono rivestite e a concedersi una pausa ai propri affanni. La poesia e il “gioco artistico” di Rocco Forgione senza clamorose esortazioni culturali, senza violenze eccessive nella forma e nel colore,ci ricorda, quindi, che l’arte è un linguaggio vivo e ricco di sentimenti.
La rassegna, presentata da Cinzia Tesio e curata da Antonello Flo, è arricchita da un importante catalogo con le riproduzioni di tutte le opere esposte.
L’inaugurazione è prevista per sabato 27 febbraio alle ore 17,30.
| TITOLO | ROCCO FORGIONE | |
| È … la rivisitazione dell’Avanguardia | ||
| DURATA | DAL 27 FEBBRAIO AL 21 MARZO 2010 | |
| ORARI | Sabato e Domenica: 9,30 – 12,30 e 14,30 – 18,30 | |
| Da martedì a venerdì: 14,30 – 18,30 | ||
| INAUGURAZIONE | Sabato 27 febbraio alle ore 17,30 | |
| INGRESSO LIBERO | ||
| CATALOGO IN MOSTRA | ||
| ENTE PROMOTORE | CITTA’ DI CHERASCO – CHERASCO EVENTI | |
| A CURA DI | Antonello Flo | |
| PRESENTAZIONE | Cinzia Tesio | |
| COORDINAMENTO ARTISTICO | Cinzia Tesio | |
| UFFICIO STAMPA | Licia Innocenti |
