Mostra di Sironi, Guttuso, Vedova

9 ottobre 2010 - 9 gennaio 2011

Sironi, Guttuso, Vedova

ARTE e IDEOLOGIE POLITICHE a CONFRONTO

Dipinto_di_GuttusoSe è vero che l’arte può e deve esprimere un’idea di mondo, un senso della vita, un bisogno di bellezza, se pensiamo che essa abbia nel suo fondamento la ragione della sua esistenza, è altrettanto vero che l’arte è legata alla politica in quanto non può evitare la relazione con la totalità e ciò significa che essa non può eludere di implicare le relazioni sociali in cui esiste, poiché quelle sono il suo fondamento. Da ciò deriva che l’arte e la politica sono inscindibili: una politica intesa come espressione della realtà e di una realtà intesa come musa ispiratrice dell’arte. Se da un lato la politica ha sempre con- dizionato l’arte nella sua totalità, d’altra parte assistiamo all’esempio di artisti che hanno manifestato con le loro opere la loro ideologia di appartenenza. Tale concetto, nell’Italia, dagli anni ’20 agli anni ’60 del secolo scorso, diventa la chiave della rassegna che Cherasco propone attraverso una sessantina di opere nelle splendide sale di Palazzo Salmatoris. Il nucleo centrale sarà caratterizzato dalle opere di Sironi, Guttuso e Vedova atte a valorizzare significativi momenti storico – politici che hanno segnato l’arte italiana. Con Sironi si evidenzia l’arte del movimento “Novecento”, nato a Milano nel 1922 e stret- tamente legato all’arte fascista. Il “ritorno all’ordine” diventa espressione fondamentale per il “Novecento”, cui grande mentore è Margherita Sarfatti, la quale mise a disposizione di Mussolini un’arte in grado di assolvere una missione civile di altissima responsabilità: l’identificazione culturale degli italiani, tendenzialmente conservatori e legati al mito otto- centesco del Risorgimento, con la modernità.
Con Guttuso e Vedova si rappresentano invece i movimenti e le ideologie nate di riflesso all’arte fascista. Sempre a Milano nacque “Corrente”, a cui gli artisti che vi aderirono sentirono la necessità di spezzare la retorica ufficiale senza cadere nel generico e nel gratuito: si sviluppò un’arte impegnata, che riconosceva l’artista come tale e lo inseriva nel contesto sociale e politico. Corrente si ramificò in due tendenze: “Corrente Realisti- ca”, marcata dall’esigenza di un impegno politico e sociale (alla quale aderì con grande convinzione Guttuso) e “Corrente Astratta”. Intanto si sviluppò il “Fronte Nuovo della Arti”. Quest’ultimo, costituito da un gruppo di artisti che, dopo aver vissuto e rappresentato la realtà collettiva che li circondava, mirarono all’apertura dell’arte italiana verso l’avan- guardia europea, preceduta dalla Secessione Artistica Italiana. Tra gli autori che firmarono il Manifesto del Fronte Nuovo della Arti spiccano i nomi di Vedova e il già citato Guttuso. Già dal 1948 il gruppo fondatore del movimento subisce una scissione che sfocierà nella costituzione del Gruppo degli Otto e del Movimento Realista.
Di fondamentale importanza è stata inoltre la costituzione del Gruppo Forma 1 con la relativa rivista.
Arricchisce la rassegna un selezionata sezione ottenuta in seguito ad una ricerca sia scientifica che estetica di autori vicini alle ideologie dei Maestri sopra citati: Soffici, Funi, e Rosai per l’arte di regime; Morlotti, Cassinari, Pizzinato, Sassu, Manzù, Zigaina per Corrente e Fronte Nuovo delle Arti, Accardi e Turcato per Forma 1.